giovedì 7 novembre 2013

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18 anni sono lunghi-
Dopo esssere scesi da quel muro.
tante volte scavalcato,
mi ritrovo ora a doverlo risalire,
non trovando più gli appigli.
La parete è liscia,fredda,
le fughe tra i mattoni, inesistenti.
Solo un volto nuovo tra la grigia mercificazione,
un volto che mi sussurra parole di comprensione.
Fatico a risalire la china,forse stufo.
Dovrei riposare
angeli dal volo dirottato,
che risveglian in me antiche storie.
Seduto,
oggetto di non ritorno,
inutile mentire anche a Noi stessi
Aspettando che apra il sipario
questa commedia di cocci deve finire
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Fatica.
Difficoltà.
Vomito sul mondo.
No non sei tu il problema amore mio.
Tu sei la mia forza.
Insensibilità forzata,
odio incontrastante.
Mi si accapona la pelle.
Amore per il denaro.
squallida sorte
di scelte di vita.
Vomito amcora.


Ma il liquido scende come acido
sulla mia pelle.
Feriscimi,
infila la tua lama.
Non sai che alla fine fa piavere e sorride?
Rimani appesa sulla tua coce.
io me ne sono liberato e a suo posto ho messo le ali.
Libero la strada dalle tue macerie.
Ho di meglio da fare.
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Meraviglioso sentirti di fianco a me.
Sentire i tuoi occhi sul mio corpo,mentre mi muovo
tra i fornelli.
In silenzio,mentre mi guardi,come se fossero i miei movimenti ora a parlare.
Girarmi,per poi rigirarmi ancora e cercarti in ogni angolo.

Vederti seduta su di un banco d'acciaio,incontrare i tuoi occhi,
le tue labbra e i nostri corpi si toccano.

Meraviglioso sentire il sapore di un tuo bacio,suggere le nostre anime mentre si incontrano,sapere che ci siamo.
Sentirsi accompagnati,mano nella mano,mentre le spalle si sfiorano e ogni movenza ha un sorriso.

Meraviglioso il tuo bacio per addormentarmi nel tormento del nostro abbraccio.
Non mangiamo,non beviamo,
ci nutriamo di noi.
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scivola

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Lentamente scivola via la voglia di fermarmi,di rimanere stabile in un punto,di legarmi.
Troppi giorni senza pioggia.
Bevo il mio veleno per dissetare la mia rabbia.
Taglio la mia pelle per confonderla.
Cerco di perdermi nell'ebbra bevanda che brucia la mia gola,
ho bisogno di annullarmi,
di scomparire a me stesso per primo.
Ciotoli sparsi di vita dannata,
un binario unico su cui camminare,
scelgo la strada dove morire.
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